Le ciaspole rompono la neve sotto i nostri piedi, è poca per questo inverno inoltrato, brilla di gelo. Ne viene fuori un rumore croccante, che accompagna tutto il nostro percorso. Iniziamo a camminare quando il sole si è già nascosto dietro l’ultima cresta, ma ancora non lascia spazio alla notte.
Qualcuno descrive i profili spigolosi delle nostre montagne, che vediamo poco distanti: il Monte Prena, il Camicia, il Gran Sasso. Il buio aumenta, e quelle montagne invincibili diventano quasi impercettibili. Sforziamo gli occhi, per non perdere i riferimenti. Ogni sforzo è vano, li perdiamo, ed è bellissimo.
Le torce frontali che  illuminano i nostri passi, fanno sembrare quest’orda di camminatori una processione sacra. Qualcosa di sacro, di fatto, c’è. Qualcosa che, intimamente, anche quando smettiamo di vederla con la vista, ci lega alla terra su cui camminiamo.
Quando il buio è ormai il protagonista della piana di Campo Imperatore, iniziamo a spegnere le luci, cerchiamo un riferimento nell’unica cosa che si vede davvero, le stelle. E iniziamo a discuterne scientificamente. Guarda, Orione e la sua cintura, quella lì è la stella polare, dov’è il carro piccolo? Il tentativo razionale, di dare una logica a quel cielo. Poi, senza preavviso, una stella cade, e con lei ogni nozione.
Varrebbe la pena, ma è difficile rimanere in silenzio, parliamo piano per non disturbare. Rallentando il passo, riuscendo a distanziare di qualche metro il gruppo, si può aver l’onore di restare soli con un cielo immenso. A perdersi in quell’oscurità, si ha la percezione di condividere il fremito che ispirò Leopardi nel suo pastore errante, di guardare le stesse stelle che lucevan per Puccini, di trovarsi sotto il Cielo di tutti di Rodari, di cogliere quel contatto col circostante di cui parlava De Andrè.
È una poesia a cielo aperto, senza parole, fatta di sensazioni pure. E’ inquietudine, e nel momento stesso meraviglia. Un cammino sotto una luna timida, è una delle maniere più profonde di vivere quest’Abruzzo straordinario. Un Abruzzo che si fa ammirare, anche nel cuore dell’oscurità. 

testo di Letizia Ciuffini
video di Francesco Paolucci
musica di Luigi Tarquini
foto di Andrea Mancini

Quando? Gennaio
Cosa? Ciaspolata notturna
Dove? Lago Racollo – Santo Stefano di Sessanio (AQ) 
Chi? Associazione Mountain Evolution